Far crescere il tesoro che è in noi

L’ormai collaudata “Settimana di educazione civica”, calendarizzata all’inizio del secondo quadrimestre, è un’esperienza che gli studenti della scuola secondaria attendono con molta impazienza, perché rappresenta una vera occasione di conoscersi meglio e per approfondire alcune tematiche importanti per le relazioni umani e per la crescita personale di ciascuno.
Questo maxi-progetto è divenuto ormai parte integrante del Curricolo dell’Educazione civica, entrato in vigore all’inizio dell’anno scolastico in corso, perché esso rappresenta un pilastro della progettazione dell’istituto.
In queste giornate (30 ore totali), si sospende ogni attività didattica curricolare a favore di percorsi di ampliamento dell’offerta formativa, creando vere e proprie occasioni di riflessione, incontro, condivisione di quelle che sono le domande, i punti di forza e le fragilità che quest’età, l’adolescenza, porta con sé.
Il titolo scelto per quest’anno è “Far crescere il tesoro che è in noi”, cercando di aiutare gli adolescenti che frequentano l’istituto e, quindi, il territorio, a crescere con la consapevolezza che c’è sempre qualcosa dentro di loro che merita di essere affinato, valorizzato, custodito con cura per essere felici e per rendere tali anche le persone che sono loro accanto. Per fare questo serve costruire un percorso organico e complesso che possa fornire loro, nell’arco di tre annualità, gli strumenti per rendersi conto della bellezza che possiedono e per comprendere a fondo come arginare tutte quelle minacce che insidiano questo splendore interiore.
Questa tematica verrà trattata attraverso diversi linguaggi e secondo tre specifici percorsi, adeguati alle tre diverse fasce di età.
Le classi prime lavoreranno sulle emozioni, sulle loro peculiarità e differenze, sul loro riconoscimento, sulla loro manifestazione. Avranno la possibilità di cimentarsi in attività di differenti tipologie, linguaggi e registri perché ogni individuo possa imparare a conoscersi e a gettare uno sguardo più profondo e consapevole su chi lo circonda, imparando a leggere la realtà con efficacia e non con superficialità e qualunquismo.
Le classi seconde saranno protagoniste di una serie di percorsi che li porteranno a riflettere sulle relazioni, sui benefici che l’esistenza umana può trarre da esse, specie se vissute nell’ottica della maturità personale e della consapevolezza sociale. Verrà impiegato gran parte del tempo per scoprire modi di gestire la rabbia e la frustrazione, i conflitti e i disaccordi nati specialmente da punti di vista non accolti adeguatamente, fraintendimenti, prevaricazioni…
Le classi terze affronteranno una serie di attività e incontri finalizzati alla scoperta della dimensione umana dell’uscita dal sé identitario. Gli studenti lavoreranno sugli approcci relazionali, sulla loro implicazione personale e sociale, sulle diverse forme di legame, sui loro significati, rischi e possibili distorsioni. Gli alunni saranno inoltre guidati a riflettere sulle criticità e sui rischi di una vita vissuta con superficialità e con scarsa attenzione a sé stessi e agli altri.
Questo complesso programma è possibile grazie alla collaborazione di tutti i docenti delle due sedi e alla preziosa presenza di:
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“Centro Sociale Papa Giovanni XXIII Società Cooperativa Sociale - O.N.L.U.S.” che fornirà i percorsi alle relazioni umane (classi seconde e terze) e quello per il contrasto al gioco d’azzardo (classi terze);
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Associazione ProdiGio per il percorso sulle emozioni (per le classi prime) finanziato dall'Unione dei Comuni della Bassa Reggiana;
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Commissione famiglia dell’ordine degli avvocati della Provincia di Reggio Emilia che proporrà un percorso sulla responsabilità del minore nel contesto familiare e sociale (classi terze);
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la Polizia locale, che strutturerà un percorso di sensibilizzazione sui piccoli reati in adolescenza (classi seconde);
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le Amministrazioni Comunali per gli incontri con il prof. Riccioni e AUSER per il percorso “Nuovi linguaggi visuali” (a cura della fotografa Benassi);
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Associazione NonDaSola, per l’incontro di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere;
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le Unità Pastorali di Sant’Artemide Zatti e di sant’Alberto di Gerusalemme per la mostra “Da solo non basto” e per lo spettacolo “Ero un bullo” (con la preziosa collaborazione delle Amministrazioni Locali).

